Come lavoriamo
Praticare la prossimità significa mettersi con lo sguardo ad un livello che ci permette di riconoscersi con l’altrə. Il paradigma è però sovversivo: mettersi allo stesso livello non significa scendere da una posizione più alta per guardare da vicino chi sta più in basso,
MANIFESTO DELLA CURA: i nostri valori
significa riconoscere in un “noi” quello che ci accomuna: la vulnerabilità. Solo attraverso questo processo riusciamo a convivere e agire in questo paradosso dove non sappiamo più chi è che sorregge chi perché in realtà ci rendiamo capaci a vicenda. L’unica cosa che facciamo è utilizzare quella piccola parte di privilegio che abbiamo in quell’istante per dare voce all’altrə nonostante il fatto di continuare ad essere fallaci, intrinsecamente erronee. La prossimità ha la forma di un cerchio, dove tuttɜ vedono tuttɜ, dove si occupa uno spazio insieme, scoprendo le radici comuni. Significa essere radicali nel senso di radicatɜ -nella comunità- e significa essere radicatɜ nel senso di radicali -nella pratica-. La pratica di prossimità riguarda un processo per cui si abbattono assieme i muri del giusto e dello sbagliato, un processo con cui si genera possibilità, una possibilità che poi rientra all’interno del cerchio per crearne di nuove anche per noi.
1 FUTURI DESIDERABILI: MISSION
Stare con (tempo di relazione)
Ogni intervento educativo nasce dalla relazione: creiamo spazi sicuri, inclusivi e continuativi, dove ciascunə possa sentirsi accoltə, esprimersi e crescere. La prossimità si costruisce nel tempo, con fiducia, ascolto e presenza reciproca.
Accessibilità (facile da raggiungere) (spazio di relazione)
Creiamo spazi fisici e di relazione accessibili a tuttə, dove l’inclusività e la partecipazione siano garantite, superando barriere fisiche, sociali ed economiche.
Costruire comunità
Costruiamo comunità che si prendono cura di sé stesse e delle altrə, e che rifiutano le logiche individualiste.
Comunità (territorio)
Promuoviamo comunità radicate nel territorio.
Sfida di fare mondi
La nostra creatività si traduce in una tensione a creare e sperimentare nuovi micro-mondi, co-costruiti con le altre persone, per dar vita a realtà più giuste, inclusive e libere dalle oppressioni.
2 CONTESTO: Con-te-sto
Riconoscimento
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Intendiamo il riconoscimento non come carriera o fama, ma come il raggiungimento dell'affidabilità e la credibilità in ciò che facciamo.
Circolarità tra teoria e pratica
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Promuoviamo tutti i tipi di conoscenze, anche e non solo quelle accademiche, valorizzando il sapere esperienziale, comunitario e popolare, e riconoscendo che ogni forma di conoscenza contribuisce alla giustizia sociale.
Advocacy come “potere di” vs “potere su”
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Per advocacy intendiamo generare "potere di" inteso come la capacità di agire collettivamente per creare cambiamento, costruire solidarietà e influenzare il futuro attraverso azioni condivise. Rifiutiamo il "potere su", che implica controllo e dominazione promuovendo un potere che nasce dalla cooperazione.
Rete
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La rete è il nostro strumento per costruire connessioni, legami di solidarietà e collaborazione tra realtà che desiderano lavorare per la giustizia sociale e per un cambiamento radicale. Per noi la rete non è un insieme dinamico e in continuo movimento, che si nutre della partecipazione attiva, dell’ascolto e della condivisione reciproca.
3 MODELLO ORGANIZZATIVO/ come stiamo dentro
Orizzontalità interna
Operiamo in modo orizzontale, rifiutando qualsiasi forma di potere centralizzato che riproduca disuguaglianze, promuovendo invece il dialogo tra ruoli di responsabilità.
Competenza
La competenza che valorizziamo è quella che cresce nella contaminazione reciproca, nella condivisione del sapere e nella sperimentazione continua.
Formazione Permanente
Crediamo che la conoscenza sia un processo continuo e partecipativo, che non si limita a lezioni accademiche ma nasce dalla pratica quotidiana e l’analisi dell’emergere di nuovi bisogni.
Sostenibilità economica
Promuoviamo una sostenibilità economica che rispetti e garantisca la dignità di chi lavora con noi, che non sfrutti né le persone né il pianeta. Valorizziamo il tempo che non è finalizzato alla produzione economica, ma alla cura, all'auto-riflessione e alla costruzione di relazioni autentiche.
Riconoscersi
Il riconoscimento che offriamo è quello che nasce dal sentire di appartenere a una causa comune, dove ognuno può rispecchiarsi in una parte o nel tutto.
4 METODO: noi lo facciamo così
Bellezza e cura
La bellezza che creiamo è un atto di cura, in contrasto con le logiche di consumo e sfruttamento del capitalismo.
Gioco
Il gioco è un tempo non produttivo che valorizza la creatività e la connessione, offrendo uno spazio di libertà lontano dalle logiche di prestazione e di produzione.
Leggerezza
Cerchiamo un'armonia che nasce dalla leggerezza e dalla libertà delle relazioni, rifiutando l’idea che la serietà sia confusa per seriosità e rigidità.
Collaborazione
La collaborazione si fonda sulla divisione dei ruoli in base alle competenze specifiche di ciascunə, creando un’équipe multidisciplinare che valorizza la contaminazione degli sguardi, fondamentale per generare soluzioni più complete e inclusive.
Organizzazione
Lavoriamo insieme perché crediamo che il collettivo generi più valore del singolo. La nostra organizzazione è orizzontale nella relazione e nella distribuzione del potere, ma fondata su ruoli chiari, responsabilità condivise e una struttura che sostiene la complessità del nostro agire
Relazioni
Costruiamo relazioni autentiche basate sulla cura, come risposta alle dinamiche di sfruttamento e alienazione del sistema.
5 COSA NON VOGLIAMO - per cosa si indigna Get Up
Competizione
Rifiutiamo la competizione come strumento di divisione e gerarchia, che impone l'individualismo anziché il benessere collettivo inteso come valorizzazione di ogni persona nella sua unicità.
Lavorare da sol3
Rifiutiamo l’idea che si debba lavorare da solə. Non crediamo nell’autosufficienza come modello, ma in processi condivisi dove il confronto e la collaborazione generano soluzioni più ricche, efficaci e umane. Il lavoro collettivo, con ruoli chiari e responsabilità distribuite, è la nostra forza.
Tendiamo all’evoluzione di una società consapevole della certezza dell’incertezza quale condizione di libertà. Questa libertà trova espressione nella comunità intesa come scambio di dare-darsi entro cui e tra cui tessere relazioni, sia tra Essere Persone che tra le diverse parti dell’io. Il metodo e lo strumento che mettiamo in campo è l’educazione. Ci basiamo sulla cura della relazione quale strumento e fine dell’agire educativo. Costruiamo territori neutri emancipati dalla polarizzazione tra bene e male, giusto e sbagliato, che alimentano la complessità e preparano al conflitto. Scegliamo così di esercitare il potere di cura: il potere transfemminista.